
Il progetto di Alezio nasce come un abbraccio concreto rivolto a persone migranti che portano con sé ferite invisibili: fragilità legate al disagio mentale, a percorsi di cura complessi, a storie personali spesso segnate da solitudine e fatica. In questo piccolo comune del Salento l’accoglienza non è rimasta parola scritta, ma è diventata vita quotidiana, incontro nei vicoli, relazioni che crescono giorno dopo giorno.
Gli appartamenti diffusi hanno permesso ai beneficiari di abitare davvero il territorio, non come ospiti di passaggio ma come nuovi vicini di casa. Nelle piccole routine – fare la spesa, accompagnare i figli a scuola, partecipare alle feste di paese – sono nate amicizie autentiche e legami di fiducia. Accanto a loro, l’équipe multidisciplinare è stata un porto sicuro: sociologi, psicologi, educatori, mediatori culturali, assistenti sociali e operatori socio-sanitari lavorano come una vera “squadra di pronto soccorso dell’accoglienza”, capace di ascoltare, orientare e ricucire pezzi di vita.
Le iniziative realizzate hanno dato voce e colore a questo percorso. Il periodico “S.A.I. CHE?”, costruito insieme ai beneficiari, è diventato uno spazio di narrazione condivisa: articoli su diritti e servizi si sono intrecciati a racconti di quotidianità, riscatto personale e curiosità culturali. Un periodico capace di far sorridere e riflettere, che ha permesso ai cittadini di guardare il mondo con occhi nuovi e ai beneficiari di riscoprire l’orgoglio di potersi raccontare in prima persona.
con la biblioteca itinerante GIROMONDO bambini e adulti hanno sfogliato libri che parlano d’intercultura, imparando che ogni incontro è un arricchimento. Il laboratorio “OGNUNO E? LO STRANIERO DELL’LATRO ” ha trasformato emozioni e vissuti in favole illustrate create dai ragazzi, un modo delicato e profondo per dire che la diversità non separa, ma avvicina.
Tra le azioni più significative, spicca il progetto “LA GIUSTA DIREZIONE” un percorso di riqualificazione urbana che ha ridisegnato il paese attraverso una cartellonistica inclusiva e plurilingue. Non solo indicazioni stradali, ma segni di benvenuto: parole in più lingue per dire che Alezio è un luogo in cui orientarsi insieme, dove ogni persona può sentirsi riconosciuta e parte della comunità. Un intervento potente, capace di trasformare lo spazio pubblico in un messaggio quotidiano di apertura.
L’impatto sul territorio è stato profondo. I cittadini hanno scoperto che l’accoglienza non vive solo nei progetti, ma nei gesti minimi: un caffè offerto, una chiacchierata sulla panchina. E i beneficiari hanno restituito al paese storie, sorrisi e partecipazione, dimostrando che anche dalle esperienze più dolorose può nascere bellezza.
Alezio ci dimostra che persino nei percorsi segnati da fragilità sanitarie e psicologiche è possibile costruire speranza. Un piccolo comune, venti posti, tante storie difficili: eppure, grazie a iniziative coraggiose e a relazioni vere, la fatica è diventata energia e la differenza si è trasformata in ricchezza condivisa.

